Aggiornamento giuridico sull'autorità competente
Il DNU 366/2025 ha modificato la Legge 346, ha trasferito alla Direzione Nazionale per le Migrazioni la competenza a decidere sulle domande di naturalizzazione e ha creato il quadro legale della cittadinanza per investimento. Il 30 giugno 2026 la Camera Nazionale Elettorale ha dichiarato nullo il decreto, ritenendo che l'Esecutivo avesse invaso una materia legata ai diritti politici e perciò preclusa ai decreti di necessità e urgenza.
La nullità non è definitiva: coesistono due vie
La decisione della Camera Nazionale Elettorale è — o sarà — impugnata dal governo nazionale. Non essendo definitiva, la pratica di cittadinanza presso la Direzione Nazionale per le Migrazioni resta in vigore e la sua piattaforma digitale è ancora operativa.
In pratica, oggi coesistono due vie: quella amministrativa, dinanzi alle Migrazioni, e quella giudiziaria, dinanzi ai giudici federali, la cui competenza è stata riaffermata dal tribunale. Quale avviare va valutato caso per caso, in base alla data del fascicolo, alla giurisdizione, ai precedenti migratori e al profilo di rischio del richiedente.
Esiste dunque una fase di transizione istituzionale che non chiude la via amministrativa, ma impone di scegliere con criterio il percorso procedurale più sicuro per ciascuna situazione — e persino di preparare entrambe le vie in modo coordinato quando il caso lo giustifica.
La naturalizzazione è la via destinata alle persone straniere maggiorenni che hanno stabilito la residenza in Argentina e manifestano la volontà di integrarsi giuridicamente nella comunità nazionale. Il regime tradizionale della Costituzione Nazionale e della Legge 346 prevede:
- maggiore età;
- due anni di residenza continua in Argentina;
- manifestazione espressa della volontà di essere argentino;
- assenza di impedimenti legali.
Dopo la sentenza della Camera Nazionale Elettorale del 30 giugno 2026, l'orientamento giudiziario più recente riafferma la competenza dei giudici federali. Poiché tale decisione è impugnata dal Governo e non è definitiva, la piattaforma amministrativa delle Migrazioni resta pubblicata e operativa: perciò la naturalizzazione può oggi procedere per via amministrativa o giudiziaria, a seconda di ciò che conviene a ciascun fascicolo.
La residenza deve essere reale e dimostrabile
La giurisprudenza storica della Corte Suprema ha distinto tra la situazione migratoria — che regola l'ingresso e la permanenza degli stranieri — e la residenza richiesta per acquisire la cittadinanza — che riguarda la permanenza effettiva e il radicamento in Argentina. Le categorie migratorie non sono, di per sé, determinanti.
Come si prova la residenza?
Possono rilevare: registri di entrate e uscite, DNI e certificati migratori, contratti di locazione, bollette, iscrizione fiscale, attività lavorativa o commerciale, movimenti bancari, documentazione societaria, assistenza medica, scolarità, atti di nascita di figli argentini, certificati di domicilio, procedimenti amministrativi o giudiziari e testimonianze corredate da documentazione oggettiva. Nessuna prova singola sostituisce l'intera storia: il fascicolo deve consentire di ricostruire in modo coerente quando è iniziata la residenza e come si è mantenuta.
È obbligatorio parlare spagnolo?
La Legge 346 non stabilisce la conoscenza dello spagnolo come requisito di naturalizzazione. Nel caso Liu, Cairong si è sostenuto che i giudici non possono introdurre come requisito implicito una condizione che il legislatore ha espressamente eliminato. La mancanza di spagnolo può complicare un'udienza e richiedere un interprete, ma non dovrebbe di per sé diventare una barriera legale autonoma.
Ingresso irregolare e ordini di espulsione
Una situazione migratoria irregolare non equivale automaticamente all'assenza di residenza. Tuttavia, un ordine di espulsione, un divieto di reingresso o un procedimento non impugnato possono produrre conseguenze rilevanti. Prima di avviare la naturalizzazione occorre verificare provvedimenti delle Migrazioni, ordini di espulsione, precedenti penali e procedimenti giudiziari in corso.
Requisiti da analizzare
- Tempo di permanenza effettiva in Argentina.
- Ingressi e uscite dal territorio.
- Residenza temporanea, permanente, precaria o situazione irregolare.
- Domicilio e legami familiari.
- Attività lavorativa, professionale, commerciale o imprenditoriale.
- Mezzi di sostentamento leciti.
- Precedenti penali argentini ed esteri.
- Procedimenti migratori, intimazioni o provvedimenti di espulsione.
- Coerenza tra documentazione civile, migratoria e fiscale.
Documentazione abituale
- Passaporto valido.
- DNI argentino e certificati di residenza.
- Certificato dei movimenti migratori.
- Atto di nascita apostillato e tradotto.
- Certificato penale argentino.
- Certificati penali di altri Paesi.
- Iscrizione CUIT o CUIL.
- Prova del domicilio.
- Ricevute, contratti, iscrizioni fiscali o documenti societari.
- Prova di reddito e mezzi di sostentamento.
- Atti di matrimonio e di nascita dei figli.
- Documenti di procedimenti migratori precedenti.
Come strutturiamo il caso
- Persone che hanno viaggiato durante i due anni.
- Richiedenti con residenza scaduta o periodi irregolari.
- Persone con precedenti penali o procedimenti in corso.
- Richiedenti con provvedimento di espulsione.
- Casi avviati prima del DNU 366/2025.
- Pratiche respinte o ritardate dalle Migrazioni.
- Persone che hanno già avviato un procedimento giudiziario.
Valutare la mia residenza per la naturalizzazione
Calcoliamo il periodo dimostrabile e individuiamo la via giuridica disponibile prima di avviare la pratica.